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Nuovo ambulatorio geriatrico alla Misericordia

Poliambulatorio 20 NOV 2014

Prevenire, diagnosticare e curare  i disturbi di memoria: la figura del Geriatra,  all’interno della Misericordia

La demenza rappresenta un problema rilevante, in particolare nella popolazione anziana la cui numerosità, rispetto alla popolazione generale, è sensibilmente aumentata nel corso degli ultimi decenni.

Il termine dementia ha origini remote. Aulo Cornelio Celso lo adottò nel 20 d.C. nel “De Medicina” per indicare le condizioni di alterazione dell’intelligenza e del comportamento. Nel 1838 Esquirol utilizzò il termine demenza per descrivere un quadro clinico caratterizzato da perdita della memoria, della capacità di giudizio e dell’attenzione.

Fino alla seconda metà del secolo scorso l’interesse per gli aspetti diagnostici e clinici è rimasto scarso e la demenza è stata a lungo considerata un processo inevitabile, legato alla senescenza. E’ a partire dagli anni Sessanta che, grazie all’avanzamento di tecniche e conoscenze neuropatologiche e neurobiologiche ed alla maggiore disponibilità di strumenti neuropsicologici, si procede ad una migliore caratterizzazione clinica delle demenze ed alla loro distinzione sia dalle psicosi che dalle modificazioni legate all’invecchiamento.

Con il termine di demenza si indica una malattia che comporta la compromissione delle funzioni cognitive (quali la memoria, il ragionamento, il linguaggio, la capacità di orientarsi, di svolgere compiti motori complessi), tale da pregiudicare la possibilità di una vita autonoma.

La Malattia di Alzheimer rappresenta la più frequente forma di demenza nei paesi occidentali (50-60% dei casi). È stato stimato che in Italia i soggetti affetti da malattia di Alzheimer siano oltre 500.000. Le caratteristiche cliniche della malattia possono variare notevolmente da soggetto a soggetto; tuttavia l’inizio è general- mente insidioso e subdolo ed il decorso progressivo. I sintomi iniziali dell’Alzheimer sono spesso attribuiti all’invecchiamento, allo stress oppure a depressione. L’anziano può presentare modificazioni del carattere, essere meno interessato ai propri hobby o al proprio lavoro, oppure essere ripetitivo.

I disturbi di memoria sono il motivo più frequente che induce l’anziano a rivolgersi al geriatra. Tuttavia ciò avviene molto spesso quando la smemoratezza è tale da interferire in modo pesante sull’attività quotidiana della persona, che perde la propra autonomia. Molto spesso, in questi casi, il paziente non è consapevole dei propri deficit e sono i familiari a rivolgersi al medico.

Questo accade perché, ancora oggi, è pensare comune che la smemoratezza sia una elemento fisiologico dell’invecchiamento: è così che disturbi lievi, ritenuti erroneamente incurabili e inevitabili, vengono trascurati. Ma non è così.

E’ invece necessario rivolgersi quanto prima al geriatra, poiché un intervento precoce, teso a porre quanto prima diagnosi di decadimento cognitivo, permette di rallentare l’evoluzione della malattia e curare i sintomi associati, quali depressione, ansia, apatia, agitazione.

Ad oggi purtroppo non esistono terapie che possano guarire dalla Malattia di Alzheimer o altri tipi demenze, ma la prevenzione e la diagnosi precoce sono la chiave di volta per garantire la migliore qualità di vita possibile al paziente e ai suoi familiari.

Nell’iter diagnostico di un anziano con disturbi cognitivi è fondamentale rispettare il criterio della multidimensionalità, tipico della Geriatria.  È’ innanzitutto importante un’accurata anamnesi al fine di valutare le caratteristiche cliniche del paziente e l’eventuale assunzione di farmaci; è necessaria poi una valutazione cognitiva, psico-affettiva e funzionale.

Lo specialista geriatra, attraverso uno screening accurato, è il professionista adatto a discriminare tra problemi di memoria o altre patologie sottostanti che possono inficiare le capacità cognitive, indirizzare su strategia preventive (dieta, esercizio fisico, allenamento della mente e altro) e garantire la possibilità di un counseling continuo con il paziente e i familari e un monitoraggio nel tempo.

Le sue competenze, inoltre, permettono la miglior gestione delle malattie croniche che spesso coesistono nell’anziano (diabete mellito, ipertensione arteriosa, dislipidemia, cardiopatia etc.),

Per questo motivo la Misericordia di Pistoia ha creato un percorso di prevenzione, diagnosi e cura delle patologie dell’anziano, volto a garantire un invecchiamento il più possibile di successo.

Dr.ssa Mariachiara Pieraccioli



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