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Misericordia, vivere il volontariato con la paura del Covid-19

Attivita' Istituzionali 19 MAR 2020

dal sito http://www.reportpistoia.com

Intervista al Segretario generale Roberto Fratoni,   di Umberto Alunni

L’Arciconfraternita della Misericordia di Pistoia, chiamata da tutti i pistoiesi affettuosamente “la Misericordia”, è un sodalizio di volontariato a carattere religioso. Il suo scopo è scopo la costante affermazione della carità e della fraternità cristiana attraverso la testimonianza delle opere, anche in soccorso dei singoli e della collettività contribuendo alla formazione delle coscienze secondo l’insegnamento del Vangelo e della Chiesa. E’ quanto si apprende dal suo articolato sito Internet. Ne deve avere viste ed affrontate tante nel suo mezzo millennio di vita. E gli accadimenti di questi giorni la stanno mettendo ulteriormente alla prova.

Ne parliamo con Roberto Fratoni (nella foto a sinistra), il suo Segretario generale.

Quali servizi hanno registrato un importante incremento?

La nostra ambulanza, da noi chiamata “Covid”, svolge un servizio esclusivo su Pistoia per il trasporto dei pazienti con infezione da Covid-19.

E’ dedicata a questo tipo di emergenza e non sta conoscendo sosta, negli ultimi giorni è sempre fuori. Alcuni interventi richiedono del tempo. Soltanto la vestizione dei volontari, per farli operare in sicurezza, richiede svariati minuti. Inoltre, ogni ricoverato deve essere spedalizzato in modo adeguato richiedendo grande perizia, competenza e pazienza da parte dei volontari.

Altro impegno è la spesa a domicilio e stiamo partendo con la consegna dei farmaci. Sono servizi particolarmente onerosi, con un call center che funziona dalle 8 alle 20, con due numeri di telefono ed altrettanti operatori disponibili per persone anziane, malate, sole, bisognose delle migliori attenzioni. I servizi sono personalizzati e non manca mai la “parola buona” che viene dal cuore dei nostri volontari.

Quali attività stanno subendo una contrazione, se non penalizzazione?

La mozione d’ordine “restate a casa” ha ridotto i trasporti sociali verso Rsa, la casa dell’anziano, il centro Maic. Per il momento è sospesa l’iniziativa “Non vogliamo la luna” con la quale, per due pomeriggi a settimana, un gruppo di anziani si ritrovava presso le nostre strutture condividendo spettacoli di teatro ed altre iniziative sociali. L’auspicio è che possa riprendere prima possibile perché abbiamo avuto ritorni di gradimento importanti e questo stand by, purtroppo, fa sentire tutti un po’ più soli.

L’attività diagnostica e specialistica prosegue?

Si, i nostri poliambulatori restano aperti. L’ospedale ha disdetto le visite programmate per consentire a tutti i medici di dedicarsi con maggiore impegno alla cogenza del momento. La condivisibile iniziativa ha generato comunque qualche ansia. In accordo con la Asl continuiamo ad essere di supporto alla struttura pubblica con un medico per ogni branca diagnostica e specialistica, assicurando ai cittadini pronte risposte ai loro bisogni. Stiamo registrando comportamenti di grande coerenza da parte degli utenti che utilizzano le nostre strutture solo per situazioni di maggiore urgenza.

Quali accorgimenti adottano i volontari?

I protocolli di sicurezza sono particolarmente impegnativi. Si parte dalla vestizione per i trasporti in ambulanza a tutti gli altri accorgimenti nei vari approcci con gli utenti. I nostri volontari hanno seguito, e continuano a seguire, adeguati corsi di formazione in materia comportamentale e di sicurezza.

Tutti i pomeriggi le associazioni che aderiscono al 118 sono in streaming per condividere gli aggiornamenti in materia di prevenzione, individuale e collettiva, sicurezza e nuovi comportamenti da adottare.

Al momento non abbiamo volontari in quarantena. Per noi è molto importante anche perché la vulnerabilità di averne sarebbe doppia: per la persona in primis ma anche per l’impossibilità di continuare a svolgere il suo prezioso ruolo in questo particolare momento.

Come è l’umore dei volontari?

La stanchezza si fa sentire. I maggiori carichi di lavoro si stanno rivelando impegnativi. Ma l’umore è quello di sempre. Quando le cose si fanno con il cuore sembrano pesare di meno. Oltre alla volontà di ciascuno soccorre una formazione continua. Tutto questo fa scattare qualcosa oltre la paura e l’apprensione: il desiderio di continuare ad essere utile.

Come viene percepita dai cittadini?

A volte i cittadini chiamano la Misericordia anche per aspetti non afferenti i servizi che eroga e si fa del tutto per poter essere comunque utili. Per quanto possibile cerchiamo ad ogni modo di dare delle risposte sul dove e sul come può essere reperito quel determinato servizio Non nascondo l’impegno ma a questo consegue la grande soddisfazione di essere considerati un significativo punto di riferimento per la nostra città.

Ci racconti un aneddoto

Negli ultimi tempi mi è rimasta impressa la storia di un nostro volontario che, tanti anni fa, per ragioni di lavoro ha dovuto smettere di prestare servizio da noi. Una volta in pensione è ritornato, recuperando quell’entusiasmo e quel vigore messi solo sotto cenere per “appena” quarant’anni. E’ bastato mettere piede nella nostra struttura per ritornare nello spirito di allora. E’ un modo anche per sentirsi più giovane. Ci ha confidato che oggi, oltre alla famiglia, la ricerca dei tartufi e l’appartenenza alla Misericordia rappresentano le sue uniche passioni.

Insomma: la Misericordia c’è. Ne ha passate tante ma non si scompone. Con la sua rete di volontari e di persone vicine continua ad essere un importante punto di riferimento per la cittadinanza che della sua costante, silente ma qualificata presenza si sente ampiamente rassicurata.

 



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