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Fondo di Solidarietà Diocesano Famiglia Lavoro

Attivita' Sociali 21 FEB 2013

Parte il Corso di Primo Soccorso alla Misericordia

Il Fondo di Solidarietà Diocesano Famiglia Lavoro  nasce per sostenere le situazioni di disagio economico derivanti dall'attuale fase di crisi che espelle persone dal mercato del lavoro. Si rivolge “principalmente alla famiglia” e prende in considerazione anche “casi di separazione coniugale dove si verifichino stati di abbandono e situazioni di precarietà economica del residuo nucleo familiare con i conseguenti disagi anche sociali”. Gli Enti Promotori sono la Diocesi di Pistoia, la Caritas diocesana, L'Ufficio diocesano Pastorale sociale e del lavoro, il Patronato ACLI (ENAIP) di Pistoia, la Misericordia di Pistoia.Il Fondo è finanziato dalle risorse economiche messe a disposizione direttamente dalla Diocesi, somme raccolte nelle parrocchie, contributi di istituzioni, associazioni, istituti bancari e privati cittadini.
vai alla scheda e modulistica

( VEDI ANCHE IL LINK DELLA DIOCESI DI PISTOIA  -  www.diocesipistoia.it )

La caratteristica più forte del Fondo pistoiese si trova nei progetti di accompagnamento al lavoro: si vuole evitare il pericolo di una dimensione esclusivamente assistenzialistica e si punta, pertanto, sulle attività di orientamento in modo che chi ha perso il lavoro possa prepararsi per cogliere nuove opportunità occupazionali abbreviando i tempi nel passaggio da un'esperienza professionale all'altra. L'obiettivo è il ricollocamento lavorativo: assunzioni a tempo determinato o indeterminato, rapporti di collaborazioni a progetto, avvio di attività occupazionali in proprio. Prevediamo la possibilità di inserire nel progetto delle borse lavoro attraverso il servizio di una cooperativa sociale.

E’ stato istituito un apposito “Centro di Ascolto” dove gli interessati dovranno presentare domanda. Un Comitato di valutazione esaminerà le domande in base ad alcuni criteri (data di perdita del lavoro, entità reddito complessivo familiare, esistenza di mutui prima casa o di affitti onerosi, disponibilità a inserirsi in appositi percorsi formativi per reinserimento lavorativo, assenza di rifiuto per eventuali proposte di reinserimento lavorativo, non godimento di altre concomitanti forme di aiuto).

L'entità, per ogni singolo intervento del FSDFL, non potrà superare, in totale, l'importo massimo di 2 mila euro: 500€ per 4 mesi. Per ogni intervento verrà fatto un progetto personalizzato. In funzione del rinnovo mensile del contributo, ogni beneficiario è tenuto a rinnovare la domanda. E' inoltre tenuto a comunicare tempestivamente, ai Centri di ascolto, ogni variazione sulle dichiarazioni fornite (reinserimento lavorativo, attribuzione di altre forme di aiuto).

 

LA NAZIONE

Perdita del lavoro: al via il fondo diocesano perle famiglie in difficoltà
CRONACA DI PISTOIA ESTRATTO DA PAGINA 2
SI CHIAMA «Fondo di solidarietà diocesano Famiglia Lavoro», l'iniziativa fortemente voluta dal vescovo Mansueto Bianchi che in questi giorni inizia la sua attività concreta supportando le famiglie in difficoltà con contributi di un massimo di duemila euro (500 al mese per quattro mesi) attraverso progetti personalizzati. Promosso da Diocesi di Pistoia, con Caritas e Ufficio per la Pastorale Sociale, insieme ad Acli / Enaip e la Misericordia di Pistoia, il Fondo è operativo in tutti i comuni della diocesi di Pistoia, in tre Comuni nella provincia di Prato e in due nella provincia di Firenze. Da quando il Fondo diocesano è stato lanciato, in esso sono confluiti 80 mila euro: 30 mila provengono dai fondi arrivati in diocesi dallo Stato sull'8 per mille; 15 mila da due soggetti privati locali (la BCC di Pistoia e la spa "Elaia", rispettivamente con 10 e 5 mila).

RISORSE sono arrivate anche da una cooperativa sociale (Baobab) e da alcune parrocchie (quella di Santomato, ad esempio, ha raccolto ben 9 mila euro grazie alle «bomboniere solidali», lavorate da un gruppo di volontari.Può presentare domanda chi ha perduto il lavoro dal 1 gennaio 2012. «La raccolta delle domande è partita lunedì 4 febbraio e in quindici giorno - sottolinea Marcello Suppressa, direttore di Caritas diocesana (foto) - sono già decine le domande di famiglie presentate per chiedere un aiuto a causa del lavoro perso e della mancanza di ammortizzatori sociali.Una caratteristica del Fondo è quella di non operare soltanto attraverso contributi assegnati direttamente alle famiglie in difficoltà: esiste infatti una seconda linea operativa, quella che punta ad aiutare percorsi di inserimento lavorativo. Per questo non solo contributi in denaro - sintetizza Suppressa ma soprattutto percorsi di dignità e di speranza anche per evitare il pericolo di una dimensione puramente assistenzialistica». Chi è interessato deve presentare domanda a un apposito Centro di Ascolto. Un Comitato di valutazione esaminerà le domande in base ad alcuni criteri Il Fondo si rivolge «principalmente alla famiglia». I moduli utili per la domanda si possono ritirare presso il Centro di Ascolto Caritas (in via Magi) oppure presso la Misericordia di Pistoia.

La  modulistica è scaricabile su questo sito.

 



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